Baci di dama salati
Fra due gusci croccanti di mandorle e Parmigiano Reggiano si insinua una morbida crema di formaggi, aromatizzata dalle profumate note amare del rosmarino.CONTINUA A LEGGERE
Fra due gusci croccanti di mandorle e Parmigiano Reggiano si insinua una morbida crema di formaggi, aromatizzata dalle profumate note amare del rosmarino.CONTINUA A LEGGERE
Un piccolo, docile budino di cipolle si appoggia su un sapido savarin alle mandorle; all’interno sorprende la nota pungente e fresca dello zenzero; all’esterno il tocco affumicato dello speck croccante contrasta appena la dolce morbidezza del budino.CONTINUA A LEGGERE
Mi capita spesso di riflettere sul mio modo di cucinare, per identificare un ingrediente che possa rappresentarlo legando con un filo sottile le mie preparazioni. Io penso che il mio ingrediente segreto sia la curiosità. La curiosità rinnova i ricordi della cucina a me familiare, regalandole nuove tecniche e nuovi nomi, attizza il desiderio di sperimentare e di verificare gli esiti dell’innovazione, attinge alla sapienza culinaria di tanti grandi chef e pasticceri che popolano il panorama gastronomico italiano e internazionale. Un pizzico di memoria ispira i miei piatti e si lascia trasportare volentieri dalla curiosità verso risultati nuovi. E la cartolina in bianco e nero dei ricordi riluce di colori inaspettati. Ecco un menù che rappresenta la mia curiosità:CONTINUA A LEGGERE
Versione fritta della focaccia al formaggio di Recco, le focaccette allo stracchino con la polvere di marinara sperimentano senza perdere identità l’apporto gustativo dei vivaci ingredienti che arricchiscono la pizzata recchese.CONTINUA A LEGGERE
Il gioioso ricordo di un piatto di recupero, tanto caro alle cuciniere genovesi, si rinnova con un saporito ripieno di ragù di triglie e si trasforma in una raffinata preparazione grazie alla zuppetta di pesce ispiratami dalla sapienza culinaria di Pino Cuttaia.CONTINUA A LEGGERE
Prodotti eccellenti della terra e del mare della Liguria danno vita ad un incontro armonico di consistenze e sapori, a cui regala vivacità l’intrigante apporto del salmoriglio siciliano.CONTINUA A LEGGERE
Ispiratomi dalla ricerca di Valentino Cassanelli, questo dessert propone in versione gourmet la torta di riso della tradizione dolciaria versiliese, irresistibilmente golosa con la sua ricca crema al sapore di caramello. La monoporzione, pur alleggerita nella composizione e nell’utilizzo degli ingredienti, conserva intatta la memoria gustativa delle origini e acquista una piacevolissima freschezza nell’incontro con le fragole, declinate in tre diverse consistenze.CONTINUA A LEGGERE
Sono sempre intellettualmente attratta dalla valenza culturale di un dolce, che si esprime nel suo nome, nella sua forma o nel suo aspetto, nel significato simbolico dei suoi ingredienti, nei richiami etnici che si incontrano talvolta con risultati di grande fascino. Come non essere dunque sensibile al richiamo della ligure Spungata, disco spugnoso (lat. spongia= spugna), bucherellato e croccante, che, ripieno di marmellata e frutta secca, allude ad antichi riti di protezione della vita, dell’amore, della salute, della prosperità e racconta di conquiste romane, influenze ebraiche e mediorientali? Nella varietà di versioni che la rappresentano, come di consueto ho elaborato una ricetta che espliciti la sua identità, alleggerendo nel contempo il risultato finale. Sulla superficie delle mie piccole spungate si affaccia un tenue richiamo decorativo agli stampi in legno un tempo usati dai pasticceri per il confezionamento delle torte.CONTINUA A LEGGERE
Carnevale non è ancora cominciato, ma passeggiando per la città nei pressi di forni e pasticcerie ho già sentito aleggiare gli effluvi irresistibili dei dolci fritti che annunciano questo festoso periodo dell’anno. Non ho saputo oppormi al desiderio di realizzarne in anticipo qualche tipo e con impazienza ho preparato per prime queste frittelle, voluttuosi bignè che l’ideatore Luigi Biasetto ha arricchito con l’aroma dell’arancia, uvetta e pinoli.CONTINUA A LEGGERE
Mai come per il pranzo di Natale si sente il piacere di allestire una speciale varietà di preparazioni. Non è esibizione di un’abbondanza del tutto inopportuna in tempi difficili come quelli attuali, ma un messaggio di amore per le persone che si ha la fortuna di veder riunite in serenità e salute. Ecco allora la ricerca di qualche prelibatezza che faccia sentire importanti i convitati, il recupero di piatti della tradizione che abbiano il potere di suscitare cari ricordi del passato e dispongano nel contempo al pensiero fiducioso nel futuro con qualche guizzo di creativa novità: a volte basta un profumo o un sapore inaspettato per condurre la memoria, pur tanto importante, sulla via dello stupore e della speranza. Questi sono i pensieri e le intenzioni sottesi a queste proposte:CONTINUA A LEGGERE




















