La Liguria in un fiore

Sebbene io apprezzi intensamente ciò che la tradizione pasticcera delle nostre regioni ha elaborato e codificato nel tempo, mi trovo spesso a riflettere su come si possa far parlare una terra con i suoi sapori e profumi senza rimanere prigionieri della ripetizione. A questo interrogativo non pochi giovani pasticceri negli ultimi anni hanno risposto dialogando profondamente con le loro origini, impiegando la propria preparazione tecnica per estrarne l’essenza, superando gli stereotipi che imprigionano la creatività alla ricerca di una sincera identità. Da questa riflessione nasce il mio dessert, umilmente ispirato nelle intenzioni alle emozionanti creazioni della siciliana Federica Farruggia. Nel mio Fiore di Liguria la complessa consistenza della pâte sucrée, friabile e fondente, arricchita dall’aroma del basilico, fa da contrappunto ad una avvolgente chantilly al limone e ad un fresco sorbetto di ciliegie: suggestioni di profumi e colori della mia terra.CONTINUA A LEGGERE

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La mia Saint Honoré alla nocciola

Ispirata alla torta iconica della pasticceria francese, la mia Saint Honoré, prendendo spunto da una delle tante versioni di Frederic Cassel, declina il gusto della nocciola in sfumature diverse per intensità e consistenza: su una base di fragrante pasta sfoglia si adagiano una delicata crema diplomatica alla nocciola, un intenso pralinato e croccanti nocciole caramellate; una corona di piccoli bignè caramellati, farciti di crema diplomatica, racchiude onde di soffice Chantilly al mascarpone.CONTINUA A LEGGERE

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Millefoglie verticale con crema diplomatica alla vaniglia e confiture de lait

Esplorando le attuali tendenze della pasticceria d’Oltralpe mi imbatto spesso nella sostanziale fedeltà con cui i modelli della tradizione sono consegnati al gusto contemporaneo. Esempio di questa scelta di stile è il dessert monoporzione creato da Matthieu Carlin, a cui mi ispiro con somma modestia nella realizzazione di questo Millefoglie. Qui il pasticcere francese rinnova il dolce amato da Napoleone I con la verticalità degli strati di sfoglia. L’emozione gustativa del progetto originario si ripropone invece nel contrasto di croccantezza e cremosità e nell’eleganza della farcia, una crema diplomatica alla vaniglia impreziosita dall’avvolgente dolcezza di una confiture de lait.CONTINUA A LEGGERE

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Una rosa dedicata alle donne

Simbolo di passione e sensualità, soavità e purezza, la rosa ha un’anima nascosta, tesoro di raffinate emozioni. Ecco perché io dedico questo fiore al dolce mistero che la donna rappresenta. Adagiata su una meringa fragile e insieme tenace, la mia rosa ha candidi petali di elegante e voluttuosa chantilly; nasconde però un cuore di mousse di frutti rossi, si ravviva con note alcoliche di verbena, accoglie con naturalezza la dolce acidità della composta celata nella meringa.

(Il dessert è liberamente ispirato alle creazioni di Amaury Guichon e Willem Verlooy)CONTINUA A LEGGERE

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Ciambelline di Carnevale alle mele, zucchero e cannella

La frittura, forse la più gioiosa ed allegra tra le preparazioni di pasticceria, trova uno spazio privilegiato nella breve parentesi del Carnevale ed esercita un richiamo a cui è difficile resistere. Se si vuol cedere alle lusinghe dei tanti dolci fritti della tradizione, diventa allora opportuno puntare alla leggerezza delle ricette, come nel caso delle ciambelline che io propongo, frutto della sapienza pasticcera del maestro Giuseppe Giuliano, che ne ha condiviso i segreti.CONTINUA A LEGGERE

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Monte Bianco

Uno dei miei dolci preferiti conclude il pranzo delle Feste in una nuova versione: una setosa bavarese ai marroni custodisce al suo interno un minuscolo inserto di namelaka al fondente, che inaspettatamente non copre ma esalta il sapore dell’involucro; un fondo di biscotto ai marroni rafforza la predominante impronta gustativa del dessert e la arricchisce con la nota alcolica del Rum, mentre una base di pasta frolla bretone regala l’elemento croccante.CONTINUA A LEGGERE

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